lunedì 19 febbraio 2018

Un vuoto colmo di te



Le strade, il quartiere, la casa, il giardino, sono sopravvissute a te.
Senza te.
Le vie che hai percorso per anni in auto e in bici, il Parco di cui conoscevi ogni centimetro, la tua città, non ti appartengono più.
La morte è un buco nero che concede, forse, altra cittadinanza.
Ogni volta che varco il cancello dal quel 20 marzo, un'onda mi assale.
La tua bicicletta davanti alla porta del garage, la scala appoggiata al muro, la canna da pesca sul tavolo, i bulbi dei tulipani nella cassetta di legno.
Ogni immagine si accartoccia su se stessa e svanisce.
Il cortile respira, muto.
Oggi la giornata è gelida.
Mi fermo ad osservare la striscia di terreno dove ogni anno piantavi i fiori.
Stanno spuntando ancora, anche quest'anno.
Fra qualche giorno sarà un'esplosione di colori e profumi.
Un vuoto, colmo di te.


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