martedì 22 maggio 2018

Appunti sparsi nella memoria



(…)Non so quanto fosse reale il racconto di quell’uccellino che salvasti da morte certa.
Non so quanto di scientifico ci possa essere stato nel tuo agire di allora.
L’ho sempre preso come una delle tante verità assolute e incontestabili, di cui si è nutrita la mia infanzia.
In tempo di guerra…” e già il dettaglio ti colloca nella striscia del tempo e ti attribuisce un’età fra i dieci e i quattordici anni “…salvai un passerotto caduto dal nido, alimentandolo con pane e acqua. Gli preparai un nido. Mi aiutavo con un bastoncino per porgergli il cibo. Mi affezionai a lui e lui a me. Diventammo inseparabili. Ogni volta che lo richiamavo, lui arrivava e si posava sulla mia spalla.
Questo aspetto molto francescano del tuo carattere è fuori discussione e anche le mille contraddizioni delle quali ti chiedevo spesso spiegazione.
Non sei mai andato a caccia, ma eri un pescatore incallito.
Allevavi amorevolmente i conigli e poi te ne cibavi.
Lascio appese sul filo dei sospesi queste mie elucubrazioni che non ebbero e non avranno mai risposte e torno al tuo amore per tutte le creature in volo.
Conoscevi il canto degli uccelli, riconoscevi uno ad uno quelli che giornalmente transitavano nel nostro giardino e li chiamavi per nome. 

Quando da piccola ti chiedevo di svelarmi il segreto per poter addestrare un uccellino, la tua risposta era sempre la stessa.
Mi ci sono voluti anni per capire che mi stavi amorevolmente prendendo per i fondelli. Non sai quanti "pizzichi di sale" ho tentato di posare sulla coda dei tanti passerotti, nostri ignari ospiti.
Una volta raggiunta l'età della   pensione , quando ti dedicasti agli hobby più astrusi che avessi mai potuto immaginare per te, una delle tue prime creazioni fu una casetta per gli uccellini, che appendesti al tronco di un vecchio prugno.
Dotata di griglia speciale anti piccioni, pareva una villetta in classe energetica A. 

Ogni giorno il tuo quotidiano rito della preparazione dei semi da posare nella casetta e il tuo imprecare contro i miei gatti che, mossi da istinto primordiale, ben gradivano l’arrivo di tanti volatili. 
Spostasti l'installazione sempre più in alto, "contestando" ai miei crudeli gatti   l'illegittimo stato di   predatori e, nel contempo, di gatti domestici.  (…)
a.t.


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