Thank to my uncle for the old photo!
giovedì 22 marzo 2018
Animali & co
(...) Salita in auto, ricordo ancora la strana sensazione provata. Ogni giorno tu, il nonno o lo zio, passavate a prenderci alla fine della scuola. Solitamente restavi in auto; quella volta eri in piedi, accanto alla portiera, con un sorriso diverso dal solito. Mi facesti salire davanti e lì un altro segnale. Neppure il tempo di rimettere insieme i pensieri, mi giro e mi ritrovo faccia a faccia con un essere peloso che mi mostra, a suon di leccate, tutta la sua incontenibile gioia. Eri anche questo tu. Un padre il cui cuore ti riempiva con sorprese inaspettate, capaci di far vacillare i precari equilibri familiari. Già, perché avere per casa un cucciolo peloso che assaggia tutto, che marca il territorio alla minima emozione, che ulula ad ogni nota captata dalla radio, che ti scaraventa a terra con la sua irruenza, non è impresa semplice. E la mamma, povera mamy, ancora una volta alle prese con un fatto già compiuto. WHISKY divenne il terzo figlio; gli fu imposto un nome nuovo ( papà non voleva per casa "superalcoolici" !). Ufficialmente Cocky ( che fantasia!), "Cocher" ( con la R ben pronunciata) per il nonno R., che con l'inglese non voleva avere a che fare. Morale, Whisky-cocky-cocher imparò presto a rispettare la vecchia gatta Lola, a non varcare la soglia delle ziette del primo piano ( pena: urli sovraumani) e si prese talvolta le sue "rivincite" , approfittando dell'ingenuità dei piccoli ospiti del nostro cortile che, all'ora della merenda, vagavano nei pressi della sua cuccia. W-C-C era pur sempre un "cane da caccia"! (...)
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La vita continua. Il tuo regalo, ogni anno, si rinnova. a.t.

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